Purtroppo piove... Ma da domani netto miglioramento!

Data 27/9/2007 22:00:00 | Categoria: Le news di Nino Mannina

gli assurdi commenti al tempo ascoltati sulle reti televisive nazionali

Noi che di anno in anno aspettiamo l’autunno in attesa delle tanto agognate basse pressioni di origine atlantica colme di acqua piovana, foriere di belle fruttificazioni miceliari, così da poter passeggiare finalmente fra i boschi alla ricerca di funghi, godendo del caratteristico e gradevolissimo odore emanato dal sottobosco umido, siamo diventati una manica di frustrati regolarmente disillusi dalle carte isobariche osservabili nelle previsioni meteorologiche televisive, per mezzo delle quali ci rendiamo malinconicamente conto di quale invece sia l’effettivo stato delle cose.
Le perturbazioni che in realtà riescono talvolta a penetrare nel bacino del “Mare Nostrum”, si infrangono e disperdono, come sbattendo su di un enorme ed invisibile muro, in prossimità della Sardegna, o al più ne lambiscono la costa nord per poi passare oltre, investendo dapprima l’Italia settentrionale, scorrendo quindi verso il meridione e arrivando raramente alla volta della Calabria, di lì, spostandosi infine verso levante, si allontanano definitivamente dalla Sicilia (toccata accidentalmente solo nella zona dei Nebrodi), dando come l’impressione che i fronti temporaleschi si curino scientemente e con precisione millimetrica di evitare, durante il loro percorso, la Sicilia occidentale (in particolar modo la provincia di Trapani).
La compulsiva frenesia masochista, che ci spinge a seguire queste trasmissioni, esplode dopo la prima metà di Agosto, epoca nella quale, una volta, i temporali estivi avevano la sana abitudine di inoltrarsi fino alle nostre latitudini, benedicendo con la pioggia una terra arroventata e arsa dalle implacabili calure estive!
Ma non c’è verso: simili eventi climatici non si verificano più essendo stati rimpiazzati, nello stesso periodo, dall’ennesima incalzante rimonta della micidiale “alta pressione africana” che dispensa invece, al posto dell’acqua meteorica, insorportabili ondate di calore riversando sulla terra un inesorabile torrente di fuoco e di umidità.
Andato a vuoto agosto, si spera nel mese di settembre, porta dell’autunno, macchè! Il più delle volte settembre si rivela anche peggiore del collega che lo ha preceduto.
Ad ottobre e novembre qualche pioggia sparsa effettivamente arriva, ma si tratta, il più delle volte, di precipitazioni della durata media di una decina di minuti che liberano, in un così breve spazio di tempo, una grande quantità di pioggia con la prerogativa, tuttavia, di non sortire quasi alcun effetto, data l’estrema costipazione del suolo dopo lunghissime ed estenuanti estati (che dalle mie parti adesso durano dai nove ai dieci mesi) che, associate alle pendenze dei siti ove si trovano ubicati i nostri boschi, agevolano un veloce ruscellamento dell’acqua piovana sul soprassuolo.
In questi frangenti ci pensa comunque l’onnipresente sciroccata a pareggiare i conti mandando in fumo le nostre già flebili aspettative di vedere apparire qualche straccio di fungo, divorando famelica quel poco di acqua che era rimasta accumulata nelle zone più pianeggianti.
A dicembre, sparuti e veloci nuclei di cumulo-nembi giugono a segno ma quasi sempre dopo il giorno quindici del mese e, siccome arrivano sulle ali dei gagliardi e gelidi flussi di aria artica, sono di conseguenza accompagnati da repentini cali di temperatura (si passa, letteralmente nel giro di ventiaquatt’ore, dalla “T shirt” o dalle polo a maniche corte al maglione di lana ed al cappotto, senza alcuna transizione graduale) spesso soffocando sul nascere le ancora possibili fruttificazioni fungine.
A gennaio si ripete più o meno il copione visto a dicembre e a febbraio cominciano già le “belle” (sic!) giornate.
Da marzo in poi, ecco che l’estate riprende nuovamente il suo dominio, riducendo a brandelli e dissipando definitivamente nel nulla eventuali scorie residue di sogni fungini.
Dopo questo lungo antefatto a compendio dell’odierno ritmo climatico che la Sicilia ha raggiunto (magari per la felicità di molti che auspicavano l’avvento di un’estate perenne), veniamo all’argomento del presente scritto: premesso che, pur essendo per indole un inveterato egoista, sono tuttavia consapevole di non essere il fulcro sul quale ruota l’universo e, avendo chiaro il concetto di non essere altro che uno dei tanti organismi viventi ospitati transitoriamente dal nostro pianeta, non sono così sciocco da sperare che piova, solo per la soddisfazione di un mio capriccio; ciononostante resta indubbio il semplice fatto che la pioggia è indispensabile alla vita e non solo a quella dei funghi, quindi che l’acqua piovana scarseggi e che ogni estate sia diventata una sorta di interminabile e torrido inferno, non rappresenta certo una conquista, anzi!
Non sono un Fisico e neppure un Meteorologo, nè tantomeno lo studio del clima rientra fra i miei passatempi e non sono in grado di dire se il motivo per cui ciò stia accadendo sia da imputare all’effetto serra dovuto all’inquinamento, o all’attività straordinaria delle macchie solari, o alla variazione dell’inclinazone dell’asse magnetico terrestre o a chissà cos’altro; so solo di non essere, fino al momento presente, un cieco e di rendermi conto di persona che quello che in atto sta succedendo è sconcertante, soprattutto per la rapidità con cui avviene (sembra che ogni anno sia in qualche modo peggiore del precedente).
In questo contesto i giornalisti sia televisivi che della carta stampata sguazzano, e non c’è mezzo di comunicazione che quotidianamente non parli, a ragione, dei cambiamenti climatici in corso; a destra e a manca dai TG delle varie reti, si sentono sgranare dagli speackers, come in un drammatico rosario, disastrosi annunci sull’abbassamento del livello dei fiumi e dei laghi italiani, che cala di giorno in giorno, con tanto di filmati a corredo che mostrano terreni crepati per la siccità (manca solo lo scheletro della vacca semispolpato dagli avvoltoi) e letti di corsi d’acqua disseccati nei quali si vede la ghiaia del fondo.
Le ondate di calore sembrano dare vita a dei veri e propri bollettini di guerra, con servizi che mostrano, per le strade, persone boccheggianti che si immergono nella prima fontana capitata loro a tiro, il tutto condito dai crudi dati riguardanti le temperture massime, le percentuali di umidità e le previsioni in quale giorno si raggiungerà il picco di calura, invocando allo stesso tempo la tanto desiderata pioggia che allontani la tremenda bolla sub-tropicale.
Fin qui niente da ridire considerando che ciascuno di noi vive sulla propria pelle, simili e per nulla gratificanti esperienze.
Quello che non comprendo è come mai ad agosto il tenore delle notizie cambi, subendo di colpo una completa nonchè schizofrenica inversione di rotta, infatti ancorchè l’emergenza idrica continui e le ondate di calore si susseguano, se l’attesa serie di temporali estivi si azzarda a farsi vedere ecco che dagli stessi telegiornali, attraverso i quali, fino a quindici giorni prima, si evocava unanimemente l’avvento del diluvio per riassestare un disastroso bilancio idrico, si cominciano a fare collegamenti in diretta con gli esperti di turno per sapere... quando ritornerà di nuovo il bel tempo!!!.
Le previsioni meteo poi, sono diventate insopportabili, trasmutate e degradate da seri bollettini informativi, necessari a chi lavora (si pensi alle persone che si guadagnano la vita in mare) o a chi per un motivo o per l’altro è costretto a viaggiare, in spettacoli televisivi conditi da commenti spesso e volentieri fuori luogo.
In Italia in un famoso network televisivo “pay per view”, che ha ben due canali dedicati esclusivamente alle previsioni del tempo, diramate ventiquattro ore su ventiquattro, le vicissitudini climatiche vengono esposte da dei tali tutti azzimati che a turno si succedono nelle trasmisioni, declamando sorridenti, lo svolgimento presente e gli sviluppi futuri della situazione meteorologica, accompagnando la... “recita” con mezze piroette e movimenti delle braccia degni dei migliori schermidori, che culminano con un sinuoso ed elegante cenno della mano (come neanche il famoso Silvan riuscirebbe a fare) posta infallibilmente sulle zone depressionarie indicate sulla carta geografica raffigurante l’Europa.
Quel che davvero mi fa incazzare (chiedo scusa per la volgarità), visti gli ultimi anni, tremendi per la penuria di precipitazioni, che sembra essere divenuta cronica, specialmente dalle mie parti, è sentir dire a questi signori nel loro show quotidiano, a partire dal mese di settembre, non appena un fronte perturbato riesce a fare il suo ingresso sul territorio nazionale, una frase che lascia allibiti: “PURTROPPO PIOVE”.
Attenzione, il “purtroppo piove” non è la comprensibile chiosa espressa al perdurare di certe perturbazioni la cui notevole intensità causa ingenti danni provocando talvolta la perdita di vite umane, ma è altresì un ritornello rivolto all’indirizzo di qualsiasi sputo che abbia la ventura di calare dal cielo.
La cosa ancora più grave è che questo adagio viene ripetuto non solo a settembre, ma anche a ottobre, novembre e dicembre, mesi che dovrebbero essere caratterizzati proprio da abbondanti e frequenti precipitazioni.
Che cosa significa “purtroppo piove”, a cosa vogliono alludere questi personaggi (o chi per loro) proferendo questo motto: che non deve più piovere per non toccare la nostra suscettibilità di esseri divenuti tanto arroganti ed egocentrici da pretendere che tutto quanto, perfino il tempo, debba essere ridotto alla nostra angusta misura? Che è meglio che ci sia un estate perenne con quaranta gradi ogni santo giorno? Che eventualmente, la Natura o Dio Onnipotente in Persona, ci chiedano prima il permesso e poi si scusino poichè devono... “per causa di forza maggiore visti gli improcastinabili impegni” mandare sulla terra l’autunno e l’inverno?
Ma la cosa più paradossale oltre che ridicola, non foss’altro per l’assurdità del commento fatto, alla quale ebbi il dispiacere di assistere, risale al novembre dello scorso anno, quando ospite a casa di amici, guardando le previsioni meteorologiche diagnosticate per tutto l’Europa, emanate proprio dalle reti televisive testè citate, uno di questi tizi che sciorinava cupi presagi climatici per il fine settimana ai danni della parte settentrionale del continente disse, indicando le isole Britanniche: “come potete notare dalle immagini satellitari, in Scozia... PURTROPPO PIOVE!”
Come sarebbe a dire “in Scozia purtroppo piove”! Non credevo alle mie orecchie nell’ascoltare la colossale fesseria che costui aveva vomitato e, preso da un impotente moto di rabbia che mi aggrovigliò le budella, uscii dalla stanza inveendo a bassa voce contro l’immagine sorridente che invadeva lo schermo! Cosa pretendeva questo qui che a novembre in Scozia doveva splendere un cocente sole sahariano?
Il disgraziato vezzo del “purtroppo piove”, sembra avere ormai contagiato perfino gli impeccabili alti ufficiali dell’Aeronautica Militare Italiana, i quali hanno preso pure loro, sebbene quasi con circospezione, a citare la fatidica frase durante le previsioni del tempo.
A dire il vero, gli uomini dell’Arma Aerea adottano toni più concilianti, meno enfatici nel commentare, risultando quasi suadenti e addirittura confortanti; ecco il tenore degli enunciati narrati, ad esempio al termine dell’autunno: “una bassa pressione centrata sulle Baleari porterà moderato maltempo in Italia a partire da Mercoledì, poi da giovedì in estensione per tutta l’Italia isole comprese”; subito dopo cambiando espressione del viso, sorridendo annunziano la buona novella: “ma da venerdì (il niente paura è sottinteso) rapido miglioramento delle condizioni climatiche con una situazione diffusa di bel tempo per tutto il week end!”
E noi, dopo esserci presi lo spavento iniziale, grati del lieto evento, tirando un sospiro di sollievo, ringraziamo sentitamente per la consolazione arrivata, plaudendo al fine settimana salvato in extremis.
Ma Sabato 22 settembre l’hanno fatta grossa: su RAI 1 in una trasmissione che va in onda il mattino, attorno alle 8,00 viene annunciata un’intervista con un insigne Fisico, il quale puntualmente espone gli evidenti danni subiti dal clima ed i possibili rischi che in questo senso, ci riserva il futuro, si parla quindi di desertificazione dell’Italia meridionale, del fatto che, su questa parte del territorio nazionale, piova sempre meno, delle ondate di calore ecc.
Appena conclusa questa intervista, va in onda per circa una decina di minuti un altro servizio del quale non ricordo l’argomento, subito dopo hanno inizio le previsioni, espone i fatti un giovane capitano dell’Aeronautica Militare, che esordisce in questi termini: “E ora una buona notizia... l’alta pressione ancora resiste quindi bel tempo per tutto il fine settimana!” Bravo, dopo quello che avevamo ascoltato qualche minuto prima nella stessa trasmissione, considerata anche la pessima estate appena trascorsa con un siccitoso mese di settembre ancora sotto l’influsso dell’interminabile alta pressione africana era proprio il commento che ci voleva!!!
Quindi per chiudere un’esortazione, se dopo un’apocalittica stagione estiva, nei mesi autunnali e invernali... “purtroppo dovesse piovere”, non abbiate timore, non scoraggiatevi e siate fiduciosi, perchè da domani ci sarà già un “netto e deciso miglioramento!”



La fonte di questo articolo è Gruppo Micologico "T. Pocorobba" Trapani
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